Cosa c’entrano Moro Real Estate, Via Appiani e Gio Ponti?

Moro Real Estate, una ricerca, tante soluzioni

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Recentemente abbiamo acquisito un appartamento di 200 mq in Via Appiani. La residenza si sviluppa in un salone triplo, che ricorda un’ampia sala da ballo, tre camere da letto, due bagni e una lavanderia. Una balconata sottolinea il triplice affaccio. È opera di uno dei più grandi nomi dell’architettura del secolo scorso: Gio Ponti. Questo ci dà l’opportunità di parlare di lui in maniera più diffusa.
Gio Ponti ha disegnato moltissimi oggetti nei più svariati campi, dalle scenografie teatrali, alle lampade, alle sedie, agli oggetti da cucina, agli interni di transatlantici. Inizialmente nelle ceramiche il suo disegno rifletteva la Secessione viennese. Gio Ponti sosteneva che decorazione tradizionale e arte moderna non fossero incompatibili. Il suo riallacciarsi ai valori del passato trovò sostenitori nel regime fascista, incline alla salvaguardia della “identità italiana” e al recupero degli ideali della “romanità“, che si espresse poi compiutamente in architettura con il neoclassicismo semplificato del Piacentini.
Nel 1950 Ponti cominciò a impegnarsi nella progettazione di “pareti attrezzate”, ovvero intere pareti prefabbricate che permettevano di soddisfare diversi bisogni, integrando in un unico sistema apparecchi e attrezzature fino ad allora autonome. Ricordiamo Ponti anche per il progetto della seduta “Superleggera” del 1955 (prod. Cassina), realizzata partendo da un oggetto già esistente e di solito prodotto artigianalmente: la Sedia di Chiavari, migliorato in materiali e prestazioni.
Nonostante questo, Ponti realizzerà nella città universitaria di Roma nel 1934 la Scuola di Matematica (una delle prime opere del Razionalismo italiano) e nel 1936 il primo degli edifici per uffici della Montecatini a Milano. Quest’ultimo, a caratteri fortemente personali, è caratterizzato nei particolari architettonici, da ricercata eleganza, dalla vocazione di designer del progettista.

Negli anni cinquanta, lo stile di Ponti si fece più innovativo e, pur rimanendo classicheggiante nel secondo palazzo per uffici della Montecatini (1951), si espresse pienamente nel suo edificio più significativo: il Grattacielo Pirelli (1955-1958). L’opera fu costruita intorno a una struttura centrale progettata da Nervi ed è il grattacielo in calcestruzzo armato più alto del mondo (127,1 metri). L’edificio appare come una slanciata e armoniosa lastra di cristallo, che taglia lo spazio architettonico del cielo, disegnata su un equilibrato curtain wall e i cui lati lunghi si restringono in quasi due linee verticali. Quest’opera anche con il suo carattere di “eccellenza” appartiene a buon diritto al Movimento Moderno in Italia. (Fonte: Wikipedia)

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